Controlli
Non Distruttivi

Panoramica

Ispezione magneto-induttiva nel nostro laboratorio

Nel settore industriale ogni prodotto di importanza critica (travi per l’edilizia, viti di sostegno, componenti aeronautici, componenti automobilistici, corpi a pressione) deve essere controllato per la verifica della sua integrità e conformità alle norme vigenti.

È noto infatti che una piccola cricca superficiale, innocua in condizioni normali, se sottoposta a sollecitazioni da fatica, cresce costantemente di dimensioni fino a portare a rottura il componente.

Vengono utilizzati i metodi di controllo non distruttivo per l’analisi di ogni singolo pezzo, sostituendo in molti campi il più incerto “controllo distruttivo a campione”.

Nel dettaglio

L'interpretazione e la valutazione dei risultati viene effettuata dall'operatore in base a determinati parametri di accettabilità del difetto del manufatto.

L'esperienza del personale addetto ai controlli è essenziale per l'affidabilità del risultato.

Il principio si basa sull’impiego della luce come mezzo rivelatore dei difetti.



A. Esami visivi diretti: a distanza della superficie non maggiore di circa 60 cm, con una angolazione non inferiore a 30°. Possono essere utilizzati lenti e specchi. L'illuminazione è con opportune lampade compresa tra i 150 ed i 600 lux.
B. Esami visivi remotizzati: se non è possibile accedere direttamente alla superficie da esaminare. utilizzati: specchi, telescopi, endoscopi, fibre ottiche, telecamere, ecc. strumenti devono avere una risoluzione almeno equivalente a quella dell'occhio umano.
Sfrutta la capacità di alcuni liquidi di penetrare, per capillarità e non per gravità, all'interno dei difetti superficiali quali cricche, cavità, ecc.

Fasi dell'operazione:
A. Applicazione e penetrazione del liquido penetrante.
B. Rimozione dell’eccesso con lavaggio con acqua.
C. Estrazione del liquido penetrante rimasto all'interno delle difettosità stendendo sulla superficie uno strato rilevatore che può essere in polvere o liquido.
D. Il liquido penetrante risale per capillarità e lascia nel rivelatore un segnale avente dimensioni maggiori rispetto al difetto.
La magnetoscopia avviene attraverso particelle magnetiche ed è un metodo per localizzare difetti superficiali e sub-superficiali nei materiali ferromagnetici.
Il giogo elettromagnetico è uno strumento portatile molto versatile per i controlli MT e perciò viene spesso adoperato nel caso di test condotti direttamente in cantiere.
L’entità di penetrazione dipende dal tipo di corrente (alternata, pulsante o continua), dall’intensità e dalla frequenza della corrente. Tuttavia non è possibile superare il valore di qualche millimetro di profondità.
• esterne (sono quelle “aperte” in superficie)
• sottopelle (fino a 1,5-2 mm di profondità)
• in profondità (oltre i 2 mm di profondità)



A. Il difetto viene individuato spruzzando sulle superfici delle polveri ferromagnetiche colorate o fluorescenti.
B. Le particelle si concentreranno allineandosi lungo le linee di flusso del campo magnetico, formando un "profilo" della discontinuità (posizione, dimensione, forma e estensione).
C. Le particelle sono rese visibili mediante una lampada di wood.
Onde sonore ad alta frequenza vengono introdotte nel materiale da esaminare. Sfruttando la propagazione e la riflessione, dovuta alle possibili irregolarità di queste onde, vengono determinati difetti superficiali o interni.
Questo metodo permette di rivelare sia difetti superficiali che difetti in profondità.
Questo è un metodo di controllo magneto induttivo per funi di sollevamento.



La norma tecnica
La prima condizione per la corretta lettura delle norme tecniche è quella di collocarla correttamente nell’ambito del nostro ordinamento. Per questo è utile il richiamo all’art.2, comma 1, lettera u) del d.lgs. 81/2008: “«norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un’organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria.” La norma tecnica è uno strumento che l’operatore economico ha a disposizione per adempiere al meglio al proprio lavoro. Molto raramente anticipa le migliori tecnologiche, frequentemente le accoglie dopo che gli operatori del mercato hanno individuato soluzioni migliori di quelle previste dalla norma tecnica stessa. Un esempio tipico è proprio l’innovazione con cui la norma ISO 4309 ha incorporato il controllo magneto induttivo per funi destinate ad apparecchi di sollevamento (MRT): il test era da tempo disponibile, per le persone competenti, sui controlli delle funi e quindi per gli utilizzatori. La norma tecnica è arrivata ad includerlo tra i test disponibili molto tempo dopo l’introduzione del suo utilizzo. Può esistere quindi una considerevole differenza temporale tra l’utilizzo di una tecnologia avanzata e il recepimento della medesima in una norma tecnica. Occorre quindi dedicare molta attenzione a quelle letture superficiali che assimilano ad un obbligo le prescrizioni normative. Il risultato voluto da queste letture è quello di concludere, del tutto arbitrariamente, che sia diventato obbligatorio l’uso di strumenti (quale il MRT) già disponibili da tempo, per chi avesse voluto usarli per la sicurezza delle funi e delle macchine. La norma tecnica non deve essere confusa con la norma armonizzata UE, che ha ben altro valore legale.

L’innovazione della norma iso 4309
Nella premessa la norma iso 4309 dice con chiarezza che l’innovazione introdotta è quella del MRT quale test per il controllo dello stato di usura delle funi per apparecchiature per il sollevamento delle cose. Vengono indicate subito le condizioni che accompagnano questa novità: il test costituisce un contributo per l’ispezione interna delle funi, ovvero uno strumento complementare rispetto ad altri strumenti diagnostici già disponibili. La norma tecnica mette a disposizione del lettore un protocollo per selezionare i casi in cui il MRT sia necessario, nonché un esempio. La norma tecnica non considera affatto il MRT quale strumento di controllo obbligatorio ed esclusivo delle funi.

Le condizioni di uso del MRT
Le elementari condizioni generali per il controllo delle funi sono la distinzione tra le persone che si occupano della cura e della manutenzione della macchina su cui lavora la fune e la persona che si deve occupare invece del controllo e della sostituzione della fune. Quest’ultima deve essere una “persona competente”, definizione che ricorre costantemente nelle norme tecniche internazionali; utile se la persona competente ha, in primo luogo, una professionale consapevolezza della propria competenza.



A. Il compito della persona competente è quello di esaminare lo stato della fune, produrre un rapporto sul medesimo, da cui si può dedurre se la fune può continuare a lavorare oppure no, e infine decidere quando sia necessario un esame successivo.
B. La norma tecnica mantiene intatta la descrizione dei controlli visivi necessari per verificare lo stato di usura della fune, sottolineando l’importanza della discrezionalità della persona competente nel decidere la frequenza e l’esito dei controlli, e prevedendo la complementarietà del mrt rispetto ai controlli visivi e alle misure fisiche sula fune (tab.1, pag. 13).
C. La norma tecnica poi, al punto 5.6 che anche è l’unico dedicato al MRT, afferma che l’uso di questo test è una facoltà a disposizione della persona competente, e che la sua utilità è condizionata dalla possibilità di avere a disposizione dati di riferimento relativi allo stato della fune più vicini possibile al momento del suo primo utilizzo. Ribadisce che il MRT è complementare ai controlli visivi, eseguiti da persona competente. La complementarietà del MRT rispetto ai controlli visivi è ripetuta nella tabella 6, che sintetizza i criteri per determinare la sostituzione della fune.
D. La norma tecnica in più punti ricorda la priorità che la persona competente deve dare alle istruzioni fornite dal fabbricante della macchina rispetto alle prescrizioni normative in materia di uso e manutenzione delle funi, nonché per la sostituzione delle medesime.
Il metodo delle correnti indotte (metodo ET secondo UNI), largamente diffuso nell’industria, impiega delle strumentazioni sempre più complesse e sofisticate per consentire l’automazione e l’affidabilità dei risultati...
Pertanto il personale Anthis si trova impegnato nell’apprendimento professionale e nell’aggiornamento, non solo a livello esecuto, ma soprattutto conoscitivo circa le leggi fisiche che sono alla base dei vari principi teorici su cui il metodo si basa.
Le possibilità applicative del metodo sono numerose, a partire dal settore siderurgico al settore energetico ecc. e di conseguenza si incontrano differenti modi concettuali di approccio ai problemi del controllo con correnti indotte.

 

I nostri servizi integrati

 

Tutti i nostri servizi sono integrabili tra di loro.

Nella nostra visione il focus sulla cultura della sicurezza si traduce in soluzioni che siano semplici e comode per i nostri partner.

Da’ uno sguardo agli altri servizi che possiamo offrire ed integrare con questo.